FAVOLE DI UN ELENTY

Quieta è la notte di Limbo, con i suoi riverberi porporini e i profumi dolciastri che accarezzano le montagne, ed entrando dai pertugi delle tende da campo si mischiano all’odore del fuoco dei bracieri.  Quieta è la cometa che taglia il cielo scandendo il tempo, e il sonno degli animali del bosco è anche il sonno di un mondo in armonia, il disegno di un dio, oppure quello di un uomo che cerca di emularlo. Quieto è il respiro del bimbo, al sicuro sotto le coperte osserva il profilo del vecchio, segue con gli occhi quelle ombre che gli deturpano i lineamenti, trasformando il suo volto gentile in un macabro ghigno… solo per un attimo.
«Il mondo non è sempre stato così.»
«Che vuoi dire, nonno?»
«Vedi figliolo, prima di tutto devi sapere che esiste un piccolo mondo dentro ognuno di noi. È un po’ come un vestito da indossare. Ogni uomo veste il mondo che più gli piace. Ma c’è anche un altro mondo, quello fuori da quella finestra. Il mondo che condividiamo insieme a tutti gli altri…»
«Nonno, non riesco a capirti. Vuoi dire che esistono mondi diversi?»
«Certo piccolo mio, milioni di mondi diversi. Ogni Arcon possiede il suo mondo, plasmato dalle sue stesse azioni. Però quel tipo di mondo appartiene solo a una persona, e solo quella persona può accedervi. Poi esiste anche un mondo esterno, quello che appartiene a tutti noi, quello di cui volevo parlarti. Non è sempre stato così…»
«E come era?»
«Beh, forse non era bello come questo… ma di sicuro era più vero.»
«Vuoi dire che questo mondo è finto?»
«Tesoro caro, se solo riuscissi a capire…
…ma non importa. Sappi solo che prima di Limbo vi era un altro mondo, ed era cattivo e malato. La gente che lo abitava faceva di continuo la guerra, e nessuno era felice. Per questo motivo è finito, morto. Io ho visto quel mondo, e l’ho lasciato per venire quaggiù. Poi ho conosciuto tua nonna, che non era proprio tua nonna, come io non sono proprio tuo nonno. Miranda si chiamava, ed era la nonna della nonna di tua nonna. Era bellissima…»
«Vuoi dire che tu non sei mio nonno ma…
…ma quanto sei vecchio?»
«Ho visto passare la cometa nel cielo centinaia di volte. Sono molto, molto, molto vecchio. Troppo vecchio. È come se avessi un armadio pieno di vestiti, ed ogni volta ne indosso uno nuovo, una nuova vita, un nuovo mondo. Ecco perché il mondo al di là della finestra non mi riconosce. Mi travesto per ingannare la morte di questo mondo.»
«Ma allora sei un mago?»
«Beh, se ti piace chiamarmi così…»

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Published in: on febbraio 12, 2010 at 9:10 am  Comments (1)  
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